Sheva: Galliani contro la Samp

4 07 2008

Un weekend a Londra, decisivo. Per Andriy Shevchenko (e la Sampdoria) è il prossimo, quando tornerà dalle vacanze a Miami. Perché il nuovo Chelsea di Felipe Scolari si ritrova lunedì per l’inizio della pre-season, doveri di marketing lo fanno partire presto per un tour di amichevoli in Cina. Domani o domenica, quindi, il confronto tra l’ucraino e l’allenatore, per sapere di quale considerazione goda il giocatore nelle gerarchie del baffuto brasiliano. Se Scolari accetterà la linea dettata dal patron Roman Abramovich, la maglia numero 7 dei Blues non cambierà padrone; ma se il tecnico dovesse esprimere perplessità, Sheva potrebbe chiedere al principale-amico Abramovich di lasciare Londra. Beppe Marotta attende: «A volte i sogni diventano realtà…». Trovando però Adriano Galliani a piazzarsi di traverso: «La Samp? Se Sheva torna in Italia, solo da noi».

I blucerchiati, nonostante l’intervento rossonero a vantare diritti inesistenti, culleranno fino a fine mercato l’ipotesi di rigenerazione di un altro campione, cercando il modo di superare i molti ostacoli in una trattativa per la quale sono stati compiuti passi preliminari. Ai quali si deve restare. Il cuore della vicenda, adesso, risiede in ciò che Sheva e Scolari si diranno.

I tabloid inglesi si sono già sbizzarriti in previsioni: per The People il tecnico sarebbe già in collisione con Abramovich, perché non vuole avere l’ex Pallone d’Oro in squadra e spinge per la sua cessione. Dello stesso avviso il Sunday Times, che inserisce l’ucraino nella lista degli epurati di Felipe. Dall’entourage del giocatore fanno sapere che Sheva verificherà proprio queste voci nel faccia a faccia con l’ex ct del Portogallo, ma contemporaneamente si dicono ottimisti sulla prosecuzione dell’avventura a Stanford Bridge. Quel che Kristen Pazik, ex modella e moglie, colei che enormemente ha pesato sulla scelta inglese del campione dell’Est, ardentemente desidera.

Qualora Scolari, invece, non si discostasse da quanto fatto da José Mourinho e Avram Grant – ovvero mettere ai margini Shevchenko – inizierà il ballo delle pretendenti. In Spagna, il Bercellona. I Blues vogliono Samuel Eto’o e l’ucraino potrebbe diventare pedina si scambio (Frank Arnesen, manager del Chelsea, avrebbe già fatto un sondaggio in tal senso); inoltre l’agente dell’attaccante è Dimitri Sellyuk, lo stesso del blaugrana Yaya Toure, e questo, sempre secondo The People, favorirebbe l’approdo al Nou Camp.

In Italia, invece, Sampdoria e Milan. Che è anche un po’ Sampdoria contro Milan, visto che sull’opzione blucerchiata Galliani, ieri in Federcalcio, è intervenuto a gamba tesa: «Sheva non si muove dal Chelsea, ho parlato con un uomo vicinissimo ad Abramovich e dice che non è in vendita. Comunque, se veniva in Italia veniva da noi, ma ha un contratto e non va via». E poi, non certo per guadagnare punti simpatia a Genova, ha riservato un’aggiunta ironica sulle voci di un prestito di Pato alla Sampdoria: «La calura fa male a tutti».

Comunque, la proposta del Diavolo era stata a suo tempo rifiutata da Abramovich. Il quale resta convinto che il suo pupillo possa tornare a meravigliare a Londra e che con Scolari possa avere fine l’era da separato in casa. Dopodiché, entrerebbe in gioco pure una questione di principio, più facile da mettere davanti al resto per chi di denari ne ha in abbondanza: il Paperone russo storce il naso all’idea di concedere in prestito gratuito il suo gioiello voglioso di rilancio a chi, soltanto due anni fa, per lo stesso prezioso aveva incassato 40 milioni di euro.

Se concessione a Sheva dev’essere - l’anno ristoratore lontano dal Chelsea – meglio a favore di qualcun altro. E meglio ancora se questo qualcun altro non è una concorrente in Europa, anvedimai che Sheva si svegli e in Champions rifili tre gol agli ex compagni poco amati. Barcellona, quindi, soltanto se in cambio arrivassero cose grosse, vedi Eto’o. Ma inblaugrana si parla di cessione definitiva. Mentre la Sampdoria, destinazione verso la quale non ci sono preclusioni, offre l’opera rigeneratrice per restituire ad Abramovich l’adorato campione in forma nuovamente smagliante. Un’opera tuttavia molto molto costosa, perché molto molto oneroso è l’ingaggio dell’ucraino. Questione da studiare, a patto che Scolari nel weekend londinese non abbracci Shevchenko.

www.ilsecoloxix.it


Azioni

Informazione

Una risposta

26 07 2008
davis13

Caro dottore pelato la paura di prenderne tre dalla sampdoria è tanta che fate di tutto per evitare che si rinforzi…d’altronde negli anni 90′ gullit ,evani,ferron hanno onorato la maglia blucerchiata anche con straordinarie prestazioni contro il milan che evidentemente vi bruciano ancora…tranquilli anche senza shevchenko vi battiamo lo stesso e anche in dieci come nel famoso 4-3 a san siro(per noi ovviamente) con mancini e montella in campo….domandi a gerry scotti se non ricorda…

Lascia un commento