Scambio Domizzi-Ziegler?

13 08 2008

Beppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria, l’ha definita un’ipotesi suggestiva. Lo scambio Ziegler-Domizzi tra Napoli e Sampdoria, dunque, è qualcosa più di un’idea.

Vediamo perché. Ziegler chiede alla Sampdoria più spazio rispetto a quello che ha avuto fino a questo momento. Mazzarri ritiene lo svizzero un ottimo giocatore. Ancora a livello teorico, però, perché il biondo non riesce ad assimilare alcuni schemi base del modulo mazzarriano e ciò avviene soprattutto nella fase difensiva. Proprio per questo motivo, l’allenatore toscano gli preferisce l’esperto Pieri, decisamente più affidabile quando c’è da mettere in circolo il fosforo.

Domizzi chiede di andare via da Napoli, ma i suoi sono motivi personali. In questa estate ricca di voci mercatesche è stato accostato a parecchie squadre, e ad un certo punto si è parlato anche del Genoa. Poi non se n’è fatto nulla. Domizzi, nato a Roma 28 anni fa, ha giocato nella Sampdoria per una stagione e mezzo, dal 2002 al gennaio del 2004, quando fu ceduto al Modena. Da allora Brescia, Ascoli e infine al Napoli, dove ha avuto la sua consacrazione. Ottimo difensore centrale, rigorista della squadra, nell’ultima stagione ha chiuso con 29 presenze e otto reti in campionato, quattro presenze e tre reti in Coppa Italia.

Ci sono anche dei però. Perché Domizzi, che è un mancino come Ziegler, non è l’ideale per il ruolo ricoperto dallo svizzero. La sua posizione è quella di centrale difensivo. In difesa la Sampdoria ha cinque giocatori di ottimo livello (Campagnaro, Lucchini, Gastaldello, Accardi, Bottinelli) più il giovane Rossini. Ogni domenica due di loro dovrebbero accomodarsi in panchina. Domizzi sarebbe il sesto. Cionondimeno, Marotta, Asmini, Paratici e il tecnico Mazzarri stanno valutando l’ipotesi, proprio perché lo scambio permetterebbe un guadagno alle società: che si troverebbero in rosa due giocatori motivati invece di avere con sé due giocatori scontenti. Ecco allora valutare l’ipotesi di un cambio di ruolo, anche se i papabili (Domizzi, Accardi, Bottinelli) nascono tutti come difensori, non si sa con quante possibilità di adattarsi a fare gli esterni.

L’ipotesi “suggestiva” di un cambio Ziegler-Domizzi è un di più, in ogni caso, rispetto all’ultimo obiettivo del mercato Samp. Il quale resta l’attaccante, il colpo a effetto che quest’anno è difficile centrare. Ma i giorni a disposizione di Marotta e dello staff doriano sono ancora tanti, e da qui alla fine di agosto potrebbero verificarsi eventi importanti.

Per fare degli esempi, si può iniziare dalla Fiorentina. Se la Viola supererà il turno preliminare di Champions, molto difficilmente si priverà di Pazzini. Diversamente, un attaccante come il Pazzo sotto utilizzato non diventerebbe troppo conveniente nemmeno per una squadra che punta in alto anche in campionato.

Per gli altri giocatori che piacciono alla società blucerchiata il discorso non è troppo differente. Shevchenko non lascia Londra, si è detto. Però, se da qui alla fine di agosto l’ucraino si rendesse conto di avere davvero poco spazio, potrebbero venirgli nuove idee. Ed è vero che il Milan lo corteggia, ma è vero pure che nel Milan Sheva avrebbe più o meno la concorrenza che ha nel Chelsea.

Suazo non rientra nei piani di Mourinho. Ed è vero che l’Inter vorrebbe venderlo e che ci sono squadre inglesi (ma si dice anche la Roma) pronte a tirare fuori denaro contante per averlo (mentre la Sampdoria proverebbe a fare un’operazione alla Cassano). Ma è vero anche che finora nessuno lo ha fatto. E più si protraggono le situazioni di impasse, più crescono le possibilità per la Sampdoria.

«Sono felice di essere qui, l’Italia e la Samp sono il raggiungimento di un obiettivo».

Sono le prime parole di Jonathan Bottinelli, 23 anni, arrivato ieri a Genova, visitato dal professor Mazzola e ora ufficialmente giocatore della Samp. «L’Europa, per ogni argentino, è la realizzazione del sogno. Alle spalle ho più di 100 presenze nel mio campionato però qui tutto questo non conta». Bottinelli ha fatto spesso l’esterno sinistro nella difesa a tre. «Ultimamente mi hanno sempre messo lì. Però nasco come esterno, e ho giocato anche a 4. Non ho problemi, io vorrei impormi nel campionato italiano e conquistarmi un posto stabile in nazionale». E i connazionali Cambiasso, Zanetti, Crespo e via dicendo, Bottinelli li troverà di fronte subito: «Interessante». Come interessante è vedere che l’argentino ha scelto il 14, numero di Sala: «E’ il mio giorno di nascita, ho sempre avuto il 6, ma va benissimo cambiare».

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