La prima notizia è buona: contro il Siena Emiliano Bonazzoli ha giocato bene, segnato, messo in mostra una condizione di forma ottima. La seconda notizia è che questo non fa stare tranquilla la Sampdoria. In attacco manca qualcosa, soprattutto per due motivi: Bellucci è ancora a Bologna per proseguire la riabilitazione dopo l’operazione, Fornaroli ha vent’anni, il campionato uruguaiano non è il nostro, le sue condizioni fisiche non sono al massimo (ha anche subito una contrattura, sta recuperando). Marotta, Asmini, Paratici e Mazzarri ne hanno parlato negli ultimi giorni: potrebbe non bastare. Dopo la partita contro il Siena, Mazzarri ha fatto un accenno a Bellucci: «Per noi è un giocatore molto importante, speriamo che torni presto».
Rispetto all’anno scorso, c’è un Cassano pronto dall’inizio e un Bonazzoli più in palla. Manca Montella, non c’è più Caracciolo, Bellucci è in recupero. Fatti rapidi conti, la Sampdoria pensa ancora alla punta. Il colpaccio o, in alternativa, il colpetto.
Vediamo che cosa si può fare in questo rush finale (si chiude il primo settembre). I nomi grossi sono ancorati tuttora alle proprie società. Shevchenko non ha giocato, ieri, nella prima di campionato. L’ucraino è leggermente infortunato. Il suo Chelsea ha strapazzato il Portsmouth (quattro a zero) e ha segnato anche Anelka, uno dei suoi rivali in attacco. Non sembra che la situazione (non ideale) possa far cambiare idea, per adesso, all’attaccante dei blues. E nemmeno al presidente del Chelsea Abramovich, che lo vuole trattenere a tutti i costi. A Bogliasco, nel caso, la maglia numero 7 è rimasta libera.
Per restare in Inghilterra, nel City c’è Rolando Bianchi, attaccante che Mazzarri conosce bene per averlo allenato a Reggio Calabria. Si parla di lui da tempo, il Torino gli sta dietro, per adesso il cartellino è ancora degli inglesi. La controindicazione è che Bianchi assomiglia molto a Bonazzoli, e Bonazzoli sembra finalmente aver ritrovato condizione e sicurezza. Alla Spezia, a parte il bel gol, ha provato il tiro in più di un’occasione, con la cattiveria (agonistica) che aveva alla sua prima stagione blucerchiata.
Spostandoci in Italia, i giocatori che piacciono alla Sampdoria sono tre: Suazo e Crespo dell’Inter, Pazzini della Fiorentina. Il primo è sicuramente sul mercato, altrettanto sicuramente l’Inter vuole guadagnarci, altrettanto sicuramente lui piglia oltre tre milioni di euro di ingaggio e rinuncerebbe malvolentieri ai soldi.
Per il secondo non si sa ancora cosa potrà riservare il futuro: si muove da Milano o resta con Mourinho anche se lo spazio in campo è poco? Qualcuno dice la prima cosa, qualcun altro la seconda. Crespo ha un buon rapporto con l’allenatore e non è il tipo di giocatore che non accetta, alla sua età, la panchina. La Sampdoria e Cassano potebbero allettarlo, però ci sono i soliti problemi da superare: ingaggio e via dicendo.
Infine, Pazzini. La situazione del Pazzo è davvero (per lui) spiacevole. L’attaccante viola vorrebbe andarsene, la Fiorentina ha puntato decisa su Gilardino che, alla prima partita ufficiale, ha sùbito segnato un gol. La Sampdoria, sempre per Pazzini, sarebbe una soluzione straordinaria. Il punto è che la Fiorentina non lo vuole mollare, pare, per nessuna ragione. Una possibilità ci sarebbe stata se la Viola fosse uscita dalla Champions. Ma vincendo 2-0 l’andata contro lo Slavia Praga ha ipotecato la qualificazione al successivo girone a quattro.
Se non si riuscisse da nessuna parte, si andrà avanti così. E, in caso di emergenza, si provvederà come l’anno scorso: un attaccante soltanto e Delvecchio a fare il trequartista. In fondo, con questo schema, la Samp fece quattro vittorie e un pari.
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